Si aprono nuovi padiglioni senza avere il personale per farlo

Come noto nei tre anni precedenti il 2016 l’organico del Corpo di Polizia ha subito una diminuzione delle effettive disponibilità in servizio di non meno di 2.000 unità rispetto alle unità immesse in servizio nello stesso periodo attraverso i concorsi nel ruolo degli Agenti-assistenti.

Per il 2016, invece, la diminuzione effettiva ha superato le 1.000 unità ed altrettanto si ritiene avverrà per il corrente 2017 mentre e per converso le assunzioni, sospese le procedure concorsuali dello scorso mese di aprile e relative ai 300 +100 posti da allievo agente, non hanno avuto ancora un avvio in particolare per quanto concerne gli 887 posti del turn-over previsti dal DPCM 19 ottobre 2016. Peraltro e per lo stesso periodo, mentre tre successivi provvedimenti di legge hanno abbassato di oltre il 20% la soglia del sovraffollamento penitenziario andando ad alleviare condizioni detentive di grave disagio e di inaccettabile promiscuità, i carichi di lavoro, le responsabilità ed i rischi del Personale di Polizia Penitenziaria sono diminuiti in misura assai inferiore, tenuto conto del concomitante aumento dei posti di servizio e, come detto, del minore numero di addetti. In tale prospettiva, occorre anche tenere in considerazione che alle emergenze da tempo in essere nel sistema penitenziario quali quella delle associazioni criminali di stampo mafioso, di cui una notevole aliquota di affiliati presente all’interno delle infrastrutture carcerarie, della tossicodipendenza e della immigrazione da aree geografiche in conflitto, si è aggiunta quella del terrorismo islamico e della radicalizzazione la cui prevenzione/controllo interna agli istituti di pena, quanto mai utile per la sicurezza della Collettività, diviene ogni giorno di più incombenza propria di un Corpo di Polizia Penitenziaria non nel massimo fulgore in termini di risorse e strumenti operativi. Nel frattempo, mentre non esiste più e da tempo una determinazione certa rispetto alla individuazione degli organici di Polizia Penitenziaria per ciascun istituto o servizio stanti anche le riduzioni disposte per gli organici del pubblico impiego, a far tempo dal 2015 come da disposizioni di legge, prosegue l’apertura di nuovi padiglioni detentivi all’interno di infrastrutture penitenziarie già funzionanti a cui non corrisponde, pressochè mai, una debita integrazione degli organici di Polizia Penitenziaria delle sedi interessate ed è indubbio che le possibilità operative e finalizzate al mantenimento dell’ordine e della sicurezza interna nonché connesse ai compiti di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza. Esempio emblematico di tale situazione è la regione Puglia che tra le regioni è quella che dal punto di vista del sovraffollamento, quale rapporto tra i posti disponibili e l’effettiva presenza detentiva presenta la peggiore percentuale e che presenta evidenti problemi all’interno degli istituti di pena in ordine alla notevole presenza di soggetti affiliati all’associazione criminale di stampo mafioso denominato SCU (Sacra Corona Unita). Nelle sopraddette condizioni in Puglia è prevista l’apertura di 4 nuovi padiglioni detentivi (Lecce, Taranto, Foggia e psichiatrico sempre a Lecce) per non meno di 650/800 posti in più senza che sia prevista, ovvero che si renda possibile, una debita integrazione del Personale attualmente in servizio presso le sedi interessate In tale situazione, pertanto, tenuto conto dei rischi in essere non solo per la sicurezza interna agli istituti di pena ma per l’Ordine e la Sicurezza Pubblici e per la Collettività nazionale, per tanto l’O.S.A.P. ha richiesto che siano impartite debite disposizioni riguardanti l’esigenza non differibile, fino a quando non siano rese possibili e operativamente disponibili le necessarie nuove assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria:

1) che si sospenda l’utilizzo dei nuovi padiglioni detentivi nel frattempo realizzati e consegnati agli Enti dell’Amministrazione penitenziaria;

2) che si provveda alla effettiva determinazione degli organici di Polizia Penitenziaria indispensabili al funzionamento delle infrastrutture e dei servizi penitenziari rispetto alle esigenze operative, di ordine e di sicurezza interne ed esterne al carcere e stante l’assoluta inattendibilità e la vacuità delle attuali previsioni organiche.