Riordino delle Carriere – Sui dirigenti di Polizia Penitenziaria il Dap si conferma “nemico” del Corpo

(L’articolo 8 della Legge 7 agosto 2015, n.124 utilizzato per ridurre la dirigenza di Polizia Penitenziaria e salvaguardare il trattamento economico111 da dirigenti superiori dei direttori penitenziari non di Polizia).

 

Non sappiamo se al tavolo strategico del Ministero dell’Interno il “giochetto” potrà riuscire, ma quello che è sicuro è che il Dap (Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria) tenta nuovamente e senza alcuno scrupolo di inserire i direttori penitenziari delle carceri (non appartenenti alle Forze di Polizia né in possesso delle qualifiche di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza) in un contesto che riguarda esclusivamente di Forze di Polizia si dovrebbe occupare.
L’ambito è quello del Riordino e della Riorganizzazione di cui all’articolo 8 della Legge 7 agosto 2015 n.124 che prevede: “…..la revisione della disciplina in materia di reclutamento, di stato giuridico e di progressione in carriera, tenendo conto del merito e delle professionalità, nell’ottica della semplificazione delle relative procedure, prevedendo l’eventuale unificazione, soppressione ovvero istituzione di ruoli, gradi e qualifiche…..di ciascuna Forza di Polizia…” ma nella proposta a firma del Capo dello stesso Dipartimento Santi Consolo all’indirizzo del Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia Giovanni Melillo, per il ruolo “a vocazione dirigenziale” non ci sono solo i “pochi” posti da dirigente e dirigente superiori di Polizia Penitenziaria che già di per se indignerebbero qualsiasi appartenente al Corpo ma anche il salvataggio dei “privilegi” economici dei direttori penitenziari.
Andando per gradi, infatti, secondo Consolo (ma nell’appunto c’è anche la sigla del Capo del Personale Pietro Buffa) l’ipotesi di nuovo ruolo direttivo/dirigenziale ex Riordino della Polizia Penitenziaria deve ricomprendere 244 Commissari Capo/Commissari, 195 Commissari Coordinatori, 175 Commissari Coordinatori Superiori, 96 Primi Dirigenti, 5 Dirigenti Superiori.
Rammentiamo, solo per nostra memoria, che per la Polizia di Stato nella tabella A annessa al decreto 334/2000 annovera già nel proprio organico 710 primi dirigenti. 198 dirigenti superiori e 24 dirigenti generali e non riteniamo proprio che con il Riordino ce ne dovranno essere di meno, anzi.
La Polizia Penitenziaria ha un organico che (Legge Madia permettendo) è circa il 43% di quello della Polizia di Stato, sarebbe logico immaginare ben altre cifre che i 96 Primi Dirigenti e i 5 Dirigenti Superiori proposti da Consolo; invece assolutamente no, nell’unico incontro sul Riordino tenutosi alla presenza del Ministro Orlando, il Capo di Gabinetto Melillo l’ha detto chiaramente (mentre il Ministro Orlando annuiva) che la dirigenza di Polizia Penitenziaria ci sarà esclusivamente se funzionale all’interesse delle carceri per cui, come il Capo del Dap scrive: “La dotazione organica della qualifica di Primo Dirigente è stata calibrata sul numero degli istituti e uffici penitenziari di 1 livello e di 1 livello superiore..” cioè che dove dovrà esserci un Primo Dirigente di Polizia Penitenziaria ci sarà sempre un direttore penitenziario amministrativo non di Polizia, con funzioni e stipendio da Dirigente Superiore a comandarlo, che è poi la prosecuzione logica della storia degli ultimi 25 anni dalla Riforma della Polizia Penitenziaria ad oggi; una volta c’era il Maresciallo degli Agenti di Custodia Comandante del Reparto con a Capo un Direttore, poi nel 2000 sono arrivati i Commissari e i direttori sono stai inquadrati, tutti e senza concorso, dirigenti, adesso forse arriveranno i Primi Dirigenti di Polizia Penitenziaria con a Capo i Dirigenti Superiori amministrativi senza qualifiche e attribuzioni di Polizia. Cambiare la forma per lasciare inalterata la sostanza.
Ma le “perle” del Dap e di chi ne è capo non terminano qui, una buona parte dell’appunto sul Riordino delle Forze di Polizia è rivolta a segnalare al Capo di Gabinetto della Giustizia che sussiste il rischio concreto che i dirigenti penitenziari amministrativi, in ragione della perdita degli automatismi per la dirigenza, possano poi perdere il trattamento economico da dirigente superiore dei 23 e 25 anni di cui all’articolo 43 ter della Legge 121/1981 (di cui molti di loro, anche se non tutti, già fruiscono), per cui si propone l’inserimento di una norma di “salvaguardia”.
Cioè ed in sintesi, il trattamento economico automatico che gli appartenenti alle Forze di Polizia perderanno, a meno di acquisire le corrispondenti qualifiche, i dirigenti amministrativi penitenziari non di Polizia, già impropriamente (cfrs. CdS parere n.258 del 4 febbraio 2016) omologati agli appartenenti alle Forze di Polizia, non dovranno perdere (sic!),
Come abbiamo detto non sappiamo se il Capo della Polizia o il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri potranno prestarsi a tali “manovre” che forse agiranno in un contesto diverso da quello a loro pertinente, ma Noi Poliziotti Penitenziari siamo stanchi di dover soggiacere alle scelte di una Amministrazione morente (per scarsità di risultati a fronte delle ingenti spese di bilancio) che sopravvive solo a spese della Polizia Penitenziaria.