RINVENUTO ENNESIMO TELEFONO CELLULARE AD UN DETENUTO DELLA CASA CIRCONDARIALE DI TORINO

Verso le ore 19,30 di ieri 20 gennaio, durante un accurato giro di controllo, all’interno di una cella della 5^ sezione detentiva del Padiglione “B” denominata “Plana”, occupata da un detenuto albanese trentatreenne, in carcere per violazione legge stupefacenti, fine pena 2028, è stato rinvenuto, nella tasca dei pantaloni uno smartphone di marca Samsung perfettamente funzionante, due auricolari e altro materiale non consentito.

A dare la notizia è l’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci che dichiara:

“Si tratta dell’ennesimo telefono cellulare nascosto sulla propria persona da un detenuto ristretto nella casa circondariale di Torino e rinvenuto solo grazie alla professionalità e all’esperienza dei poliziotti penitenziari colà in servizio.

Peraltro – aggiunge il leader dell’OSAPP – oltre al fatto che la presenza di tali apparecchiature di comunicazione tra interno e esterno al carcere comincia ad essere eccessiva non solo nel carcere di Torino ma anche negli altri istituti penitenziari sul territorio nazionale benché quanto mai pericolose per la sicurezza e la legalità della collettività esterna al carcere, la forte impressione e che negli ancora attuali vertici dell’Amministrazione Penitenziaria di tali rinvenimenti condotti a buon fine dalla Polizia Penitenziaria così come delle aggressioni, dei procedimenti disciplinari nei confronti dei detenuti responsabili di gravi comportamenti e lasciati decadere, della grave penuria di vestiario d’ordinanza del personale di Polizia Penitenziaria e del gravissimo stato di usura degli automezzi, nonché di tutto ciò che oltre ad ingenerare insicurezza lede l’immagine e la dignità del personale non importi granché”.

Leo Beneduci – SGO