Rebibbia, l’O.S.A.P.P. scrive al Ministro della Giustizia

Com’è purtroppo ben noto le attuali condizioni di lavoro ed organizzative in essere presso la Casa Circondariale di Roma-Rebbibbia “Nuovo Complesso”, dove alcuni giorni or sono si è verificata l’evasione di 3 detenuti di nazionalità albanese risultano essere tra le peggiori esistenti sul territorio nazionale, atteso che:
1) a fronte di una carenza di organico che esubera il 50% (organico stabilito = 970 unità, organico presente, compreso il Nucleo Traduzioni = 620 unità);
2) il “Nuovo Complesso” penitenziario di Roma-Rebibbia è citato ad esempio in ambito nazionale in ordine alle iniziative di vario genere che vi si assumono per le attività in favore della locale popolazione detenuta, tanto da essere meta privilegiata di convegni, rappresentazioni teatrali e cinematografiche, visite di Autorità Politiche e Parlamentari oltre che di delegazioni estere, etc etc., ma nessuno risulta essersi preoccupato, ovvero avere mai effettuato accertamenti, in merito all’effettiva sicurezza della struttura ed alle condizioni di servizio del locale Personale di Polizia Penitenziaria, come peraltro ultima e più significativa caratteristica di una Amministrazione che assume provvedimenti e corre ai ripari a fatti avventi, ovvero neanche in quel caso, tenuto conto dal carcere di Rebibbia una evasione altrettanto grave di due detenuti di nazionalità albanese era già avvenuta nello scorso mese di febbraio;
3) da svariati giorni, in ragione delle condizioni indicate il Personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso detto istituto, previa organizzazione delle maggioranza delle organizzazioni sindacali presenti, ha intrapreso ad oltranza una serie di iniziative di protesta tra cui l’astensione delle consumazione del pasto presso la mensa, ma alcuna delle pur responsabili autorità del Dap quali il Capo dell’Amministrazione Santi Consolo e il Provveditore Regionale ha inteso incontrare gli addetti della Polizia Penitenziaria per conoscerne le motivazioni e per manifestare una concreta volontà di soluzione ai gravissimi ed annosi problemi esistenti;
4) non solo, ma ad oggi, soprattutto dopo il trasferimento provvisorio di n.7 appartenenti al Corpo dalla struttura penitenziaria di Rebibbia a quelle di Regina Coeli, si immagina per motivi del tutto “precauzionali” anche se alcuno ha ritenuto di motivarne le ragioni come sarebbe stato assolutamente necessario trattandosi di un’iniziativa interna non disposta dall’Autorità Giudiziaria, il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ha solo disposto l’invio in tale sede di n.15 unità già di stanza presso lo stesso Dipartimento, nessuna delle quali ha peraltro e ad oggi raggiunto tale sede (sic!) e malgrado il fatto che le esigenze attuali, in ragione anche della crescente inquietudine degli addetti e della notevole confusione colà esistenti, risultano non inferiori ad almeno 100 (cento) e non solo 15 appartenenti alla Polizia Penitenziaria.

Pertanto l’O.S.A.P.P. ha chiesto al Ministro della Giustizia ed al Capo di Gabinetto di voler disporre a finché le Autorità del Dipartimento e del Provveditorato incontrino il Personale in protesta e che, sempre presso il medesimo Dipartimento si assumano iniziative più solerti, utili e, necessariamente, pertinenti non ad occasionali ed “emotive” risposte del momento ma ad una effettiva volontà di migliorare le condizioni di servizio degli appartenenti del Corpo in servizio a Roma-Rebibbia e alla necessità di rendere più sicura ed affidabile la struttura.