OSAPP -TENTATIVO DI EVASIONE PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI TRAPANI.

Catania- 5 settembre 2017- la scrivente Segreteria Regionale in relazione al tentativo di evasione messo in atto da parte dei detenuti che godono del regime aperto nella Casa Circondariale di Trapani ha espresso, con una nota inviata al Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e al DAP, a firma del segretario regionale Rosario Di Prima, forte preoccupazione.

Già in altre occasioni la segreteria regionale ha lanciato messaggi di allarme sul nuovo modello di vita all’interno dei penitenziari, sia per l’assoluta inadeguatezza delle strutture, la impreparazione culturale dei reclusi oltre che per la carenza di personale di Polizia Penitenziaria in tutti gli Istituti siciliani.

“Non è nostro costume creare inutili allarmismi ma è corretto evidenziare che in Italia non è possibile adottare sistemi evoluti che in altri paesi Europei sono in vigore da diversi anni, non è questa la cultura della popolazione detenuta, non è abituato all’autocontrollo che applicano nei paesi Scandinavi” afferma Di Prima.

Per giusta informazione i detenuti che stavano tentando mi mettere in atto la fuga attraverso un buco, che stavano tentando di  scavare nelle pareti della cella, è stata sventata dalla capacità professionale e custodiale della Polizia Penitenziaria, del personale della Casa Circondariale di Trapani che, ancora una volta, ha dimostrato grande capacità intuitiva nello svolgimento della propria attività.

E’ doveroso rimarcare che il nuovo modello detentivo, teso a maggiore umanizzazione della pena può benissimo essere dichiarato fallimentare, non per il singolo episodio ma per gli innumerevoli micro episodi che quotidianamente si manifestano negli Istituti penitenziari della Regione Sicilia e, soprattutto, proprio nelle sezioni c.d. aperte.

La quasi totale assenza di attività trattamentali che mantiene nell’ozio i detenuti, permette a quelli di indole delinquenziale di non perdere occasione per trovare motivi di sopraffazione nei confronti dei deboli o a mettere in atto tentativi di evasione.

Fermo restando l’assoluta convinzione, di questa Organizzazione Sindacale, che vanno creati spazi e condizioni trattamentali tali da concretizzarsi in modelli di umanizzazione della pena, dobbiamo denunciare l’assoluta carenza delle figure professionali del trattamento, il mancato coinvolgimento delle associazione nel territorio e gli spazi dove rendere fruibili le attività trattamentali.

Si legge nella nota, “La stragrande maggioranza degli Istituti penitenziari della Sicilia soffrono di un’edilizia penitenziaria vetusta rispetto al nuovo modello trattamentale, sia strutturalmente che organizzativamente”.

L’OSAPP, chiede al Provveditore Regionale di farsi promotore per una ringegnerizzazione non solo dell’organizzazione del lavoro della Polizia Penitenziaria ma, soprattutto, dell’intero modello organizzativo e gestionale di tutte le aree.