OSAPP : insufficiente il personale a Quartucciu- aumento delle evasioni.

Duole segnalare che il personale di Polizia Penitenziaria operante all’interno dell’Istituto Penale per Minorenni di Quartucciu è ingiustamente oggetto di pesanti critiche per quanto verificatosi in occasione dell’evasione posta in essere dal detenuto P. E. P. .
Si leggono numerose inesattezze e gratuiti attacchi da chi evidentemente non conosce la realtà della Giustizia Minorile, l’andamento delle dinamiche interne all’IPM e i diversi livelli di responsabilità. All’interno del carcere si svolgono quotidianamente numerose attività lavorative, sportive e socio/ricreative a favore della popolazione detenuta. Oltre alla lavanderia industriale, dove lavorava il Ristretto , esistono tanti altri laboratori, quali: la falegnameria, la ciclofficina, la cucina/pizzeria, le manutenzioni, il giardinaggio, ecc.. Queste attività, è di tutta evidenza, necessitano dell’utilizzo di macchinari e attrezzature anche pericolose, infatti, non si può aprire una falegnameria senza seghe, una ciclo officina senza trapani, una cucina senza coltelli, un cantiere edile senza badili o dedicarsi al giardinaggio senza cesoie. Pertanto, o si decide di impiegare i detenuti esclusivamente in attività di tipo ricreativo, quali giocare a carte, passeggiare all’interno dei cortili, disegnare e guardare la televisione, oppure si decide di occuparli in attività lavorative reali, insegnando loro anche un mestiere o un arte. Per quanto concerne la lavanderia, lavoro in cui era impegnato il detenuto nell’ambito di un tirocinio formativo da oltre un anno, occorre segnalare che tutto il materiale presente all’interno del laboratorio era stato a suo tempo regolarmente autorizzato, perché necessario alla corretta esecuzione delle commesse esterne ricevute. Compresa la scala utilizzata per l’evasione. Detta scala non è certo sfuggita ai regolari controlli posti in essere da parte del personale di Polizia Penitenziaria, ma, tuttavia, durante le lavorazioni, si trovava sotto la custodia degli operatori della Cooperativa. A causa delle evidenti carenze strutturali e di personale, il controllo dei locali in uso alla lavanderia, anche al fine di evitare intralci al normale ciclo produttivo, è stato di fatto delegato alle maestranze esterne, le quali sono state rese edotte che ogni fatto o situazione di pericolo doveva essere tempestivamente comunicato agli operatori della Polizia Penitenziaria. A tal fine è stato espressamente disposto che lo svolgimento di tale attività in lavanderia non fosse subordinata al presidio degli operatori della Polizia Penitenziaria. Pertanto, se il personale operante all’interno dell’istituto è del tutto insufficiente (mai si era arrivati a tali livelli di carenze), se mancano i sistemi di videosorveglianza, se si ritengono necessari i laboratori per la formazione, la crescita e il recupero dei detenuti, se è stato espressamente escluso il presidio degli operatori di Polizia Penitenziaria, attribuendo inevitabilmente alle maestranze esterne compiti di sorveglianza e controllo impropri (dentro il laboratorio, al momento dell’evasione, era presente un operatore della ditta), appare assolutamente inappropriato ogni strumentale attacco al personale di Polizia Penitenziaria.  La presente Organizzazione Sindacale non è mai stata favorevole alle paventate ipotesi di chiusura, tuttavia, nonostante gli apprezzati sforzi da parte del Centro di Giustizia Minorile per la Sardegna, le problematicità sopra descritte necessitano un intervento urgente da parte del Dipartimento. Si precisa infine che soltanto la tempestività dell’allarme dato dalla Polizia Penitenziaria, la sua capacità di perlustrazione delle aree che circondano l’Istituto, nonché il costante coordinamento con tutte le altre forze di polizia presenti alle ricerche, ha permesso l’immediato arresto dell’evaso.

Roberto MELIS Regionale Sardegna