Milano-Bollate: Vallanzasca aggredisce agente di polizia penitenziaria

          un’aggressione in piena regola da parte di un detenuto che (almeno per il passato) modello non è stato. Renato Vallanzasca stamane nel carcere di Milano Bollate intorno alle 10,30 circa ha aggredito un agente di polizia penitenziaria in servizio nel settore dove i detenuti effettuano i colloqui con i propri familiari chiamato “Area verde”. Durante un controllo di routine, Vallanzasca avrebbe inveito contro il poliziotto penitenziario, scagliando contro quest’ultimo la borsa che aveva con sé e il contenuto in essa presente, colpendo l’agente ad una gamba. Attimi di tensione, quindi, in un settore ove vi erano altri familiari ed altri detenuti, con le conseguenze che ben si possono immaginare. L’agente ha dovuto lasciare il servizio per il trauma riportato alla gamba. A dare notizia è l’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci, il quale afferma <>. Prosegue Beneduci: << Il fatto è la ennesima dimostrazione tangibile di come il modello “custodiale” della sorveglianza dinamica stia dimostrando limiti sempre più evidenti, attesa la totale mancanza di regole che si traduce in episodi pregiudizievoli per l’ordine e la disciplina che quotidianamente come sindacato denunciamo>>. <>. Conclude Beneduci:<>. Non si può confondere dignità dell’esecuzione penale, della quale siamo fermamente convinti, e permissivismo quando accadono fatti gravissimi per l’ordine e la sicurezza. Una commissione parlamentare di inchiesta sullo stato dei penitenziari italiani, della quale chiediamo l’istituzione, farebbe luce sulle molte ombre delle carceri e dei vertici che li amministrano>>.