LA POLIZIA PENITENZIARIA TROVA TELEFONO CELLULARE ADDOSSO AD UN DETENUTO

CARCERI/OSAPP: rinvenuto l’ennesimo telefono cellulare indosso ad un detenuto della casa Circondariale di Torino – brillante operazione della Polizia Penitenziaria.

Verso le ore 22,30 di ieri 24 giugno, durante un accurato giro di controllo, all’interno di una cella della 5^ sezione detentiva del Padiglione “B” denominata “Plana” -, occupata da un detenuto rumeno trentunenne, in carcere per ricettazione, furto ed altro, è stato rinvenuto, un telefono cellulare di minuscole dimensioni perfettamente funzionante con carta sim e carica batterie, ben occultato nelle mutande che il medesimo indossava.

A dare la notizia è l’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci che dichiara:

“Si tratta dell’ennesimo telefono cellulare nascosto sulla propria persona da un detenuto ristretto nella casa circondariale di Torino e rinvenuto solo grazie alla professionalità e all’esperienza dei Poliziotti Penitenziari colà in servizio. Peraltro – aggiunge il leader dell’OSAPP – oltre al fatto che la presenza di tali apparecchiature di comunicazione tra interno e esterno al carcere comincia ad essere eccessiva non solo nel carcere di Torino ma anche negli altri istituti penitenziari del distretto Piemonte – Liguria e Valle d’Aosta, benché quanto mai pericolose per la sicurezza e la legalità della collettività esterna al carcere, la forte impressione e che negli ancora attuali vertici dell’Amministrazione Penitenziaria di tali rinvenimenti condotti a buon fine dalla Polizia Penitenziaria così come delle aggressioni, dei procedimenti disciplinari nei confronti dei detenuti responsabili di gravi comportamenti e lasciati decadere, della grave penuria di vestiario d’ordinanza del personale di Polizia Penitenziaria e del gravissimo stato di usura degli automezzi, nonché di tutto ciò che oltre ad ingenerare insicurezza lede l’immagine e la dignità del personale non importi granché.

Tale condizione, purtroppo, – conclude Beneduci –, risulta ancora più grave in Regioni come quelle indicate del Piemonte – Liguria e Valle d’Aosta in cui la presenza di un Provveditore Regionale, obbligato, come da funzioni, a provvedere in quanto a ciò debitamente retribuito risulta del tutto ininfluente tanto da renderne indispensabile un avvicendamento verso più compatibili attribuzioni”.

Leo Beneduci – SGO