I detenuti e le ditte appaltatrici pignorano i fondi destinati alla previdenza del Personale

giustizia, Polizia Penitenziaria

L’articolo 208 del codice della strada (D.Lgs. 285/1999 e successiva integrazioni), al secondo comma, lettera a), prevede che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie in violazione dello stesso codice, siano destinati, tra gli altri, all’assistenza e alla previdenza degli appartenenti alle Forze di Polizia tra cui il Corpo di Polizia Penitenziaria.

Al riguardo, nel 2009 è stato aperto un apposito conto corrente postale, nel quale, vengono versate le somme provenienti delle sanzioni pecuniarie previste dal codice della strada per le infrazioni che la Polizia Penitenziaria contesta nell’adempimento del servizio sul territorio e quale fase propedeutica alla riassegnazione delle quote dei proventi in favore degli appartenenti al Corpo per le iniziative di carattere previdenziale ed assistenziale previste dall’indicato art.208 ex D.Lgs. 285/1999. Invece e per quanto risulterebbe a questa Organizzazione Sindacale, tale conto corrente è stato fatto oggetto di numerosi pignoramenti a titolo di risarcimento per l’esecuzione di sentenze, sia da parte di detenuti e sia da parte di Ditte appaltatrici creditrici nei confronti del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Di conseguenza, per responsabilità e per contenziosi non riguardanti la Polizia Penitenziaria ma semmai gli Enti e gli Uffici centrali e periferici dell’Amministrazione penitenziaria non si è piiù provveduto ad alcun versamento in conto entrate alla Tesoreria Provinciale di Roma, per il successivo inoltro al Ministero dell’Interno delle somme anzidette né alle successive attività di carattere previdenziale e assistenziale di cui si è detto. Ferma restando quindi la grave perdita per l’Erario delle somme di cui sopra, sussisterebbe un errore iniziale nell’intestazione del conto corrente e tale da renderlo facilmente oggetto di azioni di risarcimento per le più varie motivazioni, atteso che oggi tale conto è denominato; ‘Ministero della Giustizia – Servizio di Polizia Stradale’ e non, come a nostro parere doveva e dovrebbe essere: ‘Ministro della Giustizia – D.A.P.- Corpo di Polizia Penitenziaria – Servizio di Polizia Stradale’. Inoltre, l’occasione è utile per specificare che, qualora finalmente si renderà possibile riparare ai passati errori e ripristinare il versamento delle somme e la ricezione della quota-parte dei proventi di cui sopra, in ragione di quanto previsto dal’articolo 208 del codice della strada, non solo non risulta di alcuna utilità ma è addirittura penalizzaante per gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, destinatari in esclusiva del contributo, che gli importi siano ricevuti dall’Ente di Assistenza del Personale e non su di un apposito capitolo di bilancio specificamente all’assistenza e alla previdenza in favore del Corpo.

Pertanto l’O.S.A.P.P. ha scritto all’Ispettorato di Finanza del MEF e all’Ispettorato della Funzione Pubblica affinché vigilino su quanto accade e ai due vertici del DAP affinché pongano degli immediati correttivi alla situazione attuale.