Esclusione mobilità a domanda corsi dal 164 al 170 – DIFFIDA

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Questa Segreteria Generale ha preso atto in data odierna della graduatoria provvisoria relativa all’interpello nazionale dell’anno 2016 del Personale di Polizia Penitenziaria appartenente ai ruoli non direttivi e nel merito stanti i contenuti dell’atto n.0117477 del 5 aprile 2017 ed in merito alla dichiarata esclusione dalla graduatoria ed in conseguenza dalle procedure di mobilità del Personale del Corpo che ha frequentato i corsi da allievo agente a partire dal 164° corso da allievo agente conclusosi il 2 agosto 2012, comprensivo del 165° corso conclusosi il 6 dicembre 2012, del 166° corso conclusosi il 4 settembre 2013, del 167° corso conclusosi il 25 settembre 2013, del 168° corso conclusosi il 9 luglio 2014, del 169° corso conclusosi il 13 luglio 2015 e del 170° corso conclusosi il 1° dicembre 2015; si rilevano le seguenti e gravi risultanze in danno del Personale interessato e di tutti gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria: 1)  nella procedure adottate dagli Organi di codesta Amministrazione fino a tutto l’anno 2016, concordi le Organizzazioni Sindacali previo apposito confronto appositamente convocato, come non risulta essere allo stato nelle intenzioni della S.V., malgrado la previsione di cui all’articolo 4 – Legittimazione del P.C.D. 5 novembre 2012 “ ….la domanda di trasferimento può essere presentata dal dipendente che abbia maturato almeno un anno di permanenza effettiva nella sede…Sono fatte salve le diverse statuazioni nel bando di assunzione.”, il Personale di Polizia Penitenziaria di cui ai corsi da allievo agente dal 164° in poi è stato regolarmente ricompreso sia nelle graduatorie di sede e sia nella successiva mobilità a domanda, tant’è che numerosi appartenenti al Corpo dei sopraddetti corsi risultano oggi regolarmente trasferiti a domanda nonchè proficuamente impiegati nelle sedi di destinazione senza che da ciò  sia conseguito un qualche danno né per la funzionalità dei relativi servizi penitenziari in uscita e/o in entrata né per le aspirazioni del restante Personale del Corpo di maggiore anzianità di servizio; 2)  anzi, l’utile inserimento nelle predette graduatorie delle unità del Corpo dei corsi in argomento e con una anzianità di sede di almeno un anno, conseguendo un ampliamento non solo delle unità ma anche delle sedi da considerarsi nelle procedure di mobilità, stante la ruotine informatica che viene ancora utilizzata presso i competenti uffici del Dap e che anche ad una prima movimentazione ne fa seguire altre di scambio tra vari istituti, ha comportato un numero di trasferimenti di sede assai maggiore del prevedibile ed una altrettanto maggiore soddisfazione degli appartenenti al Corpo che aspiravano a ricongiungersi con affetti e/o interessi di vita e personali.  Ciò posto, tralasciando di valutare altrimenti il riferimento nella seconda pagina della lettera 0117477 nelle premesse  ad una eventuale “mancanza di correttezza” configurabile disciplinarmente che, oltre ad apparire espressione di chi non ha ancora ben chiaro il proprio ruolo di responsabilità nei confronti degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, come anche evidenziato al precedente sub 1) non sussiste né in generale né in quanto a ultimo verificatosi stanti i precedenti,  si invita e si diffida la S.V.  a voler disporre per gli urgenti correttivi di competenza, rivolti in primo luogo e a non ingenerare qualsivoglia sperequazione di trattamento tra appartenenti alla Polizia Penitenziaria aventi medesime anzianità di servizio e quindi a ricomprendere pienamente a punteggio pieno gli appartenenti al Corpo che hanno frequentato i corsi da allievo agente dal 164° al 170°  nonché finalizzate a non ridurre drasticamente  il novero dei soggetti e delle sedi interessate e, quindi, il numero dei trasferimenti che potranno avere luogo,  entro e non oltre 30 (trenta) giorni a far tempo dalla presente richiesta, ovvero a voler comunicare, entro il medesimo termine le ragioni del mancato adempimento a significare che in assenza questa Organizzazione Sindacale provvederà ad assumere le pertinenti iniziative nelle competenti sedi nello spirito ed in base al proprio ruolo per la tutela e la rappresentanza del Personale del Corpo di Polizia Penitenziaria .   Allo Studio Legale anche in indirizzo la presente ai fini dell’avvio, in probabile assenza di riscontri, delle iniziative previste dalla vigente normativa.               In attesa di sollecito riscontro, la presente è anche diretta al Ministro della Giustizia ed ai Gruppi Parlamentari in indirizzo  per un eventuale e diretto interessamento anche riguardo al trattamento ineguale e fonte di disagio che nell’attuale Amministrazione penitenziaria è riservato agli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria.