ENTE ASSISTENZA: L’OSAPP SE NE VA E CHIEDE TRASPARENZA

In relazione alla convocazione per la riunione del Comitato di Indirizzo dell’Ente di Assistenza per il giorno 30 novembre p.v., si informa che proseguirà, per i motivi di seguito specificati ed in ragione della protesta in corso, la mancata partecipazione a tale Comitato di Indirizzo del Componente dell’O.S.A.P.P. a ciò designato.

Al riguardo e ferma restando la piena condivisione della scelta di stipulare una assicurazione sanitaria in favore del Personale (contribuente all’Ente?) del Corpo di Polizia Penitenziaria analoga a quella stipulata in favore del Personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco si ritiene opportuno segnalare che:

− l’articolo 1 quater della legge 89 del 31 maggio 2005, prevede che le somme di cui agli articoli 39 e 62 del dpr 164/02, siano trasferite all’Ente di assistenza dell’amministrazione penitenziaria per gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria e sono finalizzati alla copertura assicurativa delle responsabilità connesse ai servizi d’istituto degli stessi;

− tali somme sono riportate nella relazione dei revisori dei conti allegata al bilancio di previsione 2017 e che, le stesse, sono previste nel bilancio dell’Ente nelle uscite in Conto capitale;
− in ogni caso, possono prevedersi in entrata le somme derivanti dall’applicazione dell’articolo 208 del codice della strada, per l’assistenza e previdenza in favore del personale di Polizia Penitenziaria.
Nei sensi indicati appare, quindi di tutta evidenza che le somme da destinare nello specifico alle Attività di Assistenza di tutto il Personale del Corpo di Polizia Penitenziaria (derivante da proventi contrattuali riguardanti tutta la Polizia Penitenziaria e non solo riferibili solo a chi corrisponde il contributo all’Ente) sono da tempo nelle disponibilità dell’Organismo ed in quanto tali sono esclusivamente da gestire, senza le eccezioni che si continua a voler attuare.
D’altra parte, proprio la preesistenza delle somme di cui sopra nelle disponibilità di TUTTO il Personale di Polizia Penitenziaria e non riferibili direttamente ai proventi di ordinaria gestione dell’Ente rende assolutamente incomprensibile se non del tutto indebito che per la realizzazione dell’assicurazione sanitaria si debbano realizzare risparmi relativi alla distribuzione della confezione natalizia e alla eliminazione dei sussidi post-mortem, a meno di non voler ammettere perdite di bilancio e situazioni debitorie a carico dell’attuale sistema di “governance” dell’Ente non altrimenti specificati che rendono indispensabile attingere a fondi, come detto, non direttamente
pertinenti ed in ragione di tale situazione questa O.S. ritiene proprio obbligo trasmettere opportuna segnalazione agli Organi ed alle Autorità addette al controllo Contabile.
Fermo restando, quindi la non condivisione della proposta in bilancio e la richiesta di mantenimento nelle procedure e nel bilancio Dell’Ente della confezione natalizia e dei sussidi post-mortem, nel merito della confezione natalizia che sarà comunque distribuita per il 2017 appare assolutamente incongruo che tali confezioni, per un valore stimato in notevolissimo eccesso rispetto ai prezzi di mercato di €.55.00= ciascuna, riguardino esclusivamente prodotti alimentari prodotti da detenuti e ciò in ragione del fatto che, come dimostrano orami decenni di esperienza nel settore, il ricorso a tali prodotti per migliaia di pezzi favorisce esclusivamente una sorta di “microeconomia” del tutto interna al sistema penitenziario che è ormai del tutto fine a se stessa e che esaurisce la propria utilità all’interno del carcere stesso secondo un circolo vizioso che non coinvolge in alcun modo la 
collettività esterna soprattutto in una prospettiva di reinserimento sociale dei detenuti (ben diverso se le esorbitanti quantità di generi prodotti da detenuti e che si è di fatto costretti a consumare all’interno del sistema penitenziario, anche a prezzo ridotto per mancata vendita, fossero vendute all’esterno).
Come inoltre già indicato dai Rappresentanti di questa O.S. all’interno del Comitato di Indirizzo tempo fa, altrettanto, non appare condivisibile la scelta di utilizzare nei bar-spacci degli istituti soggetti appartenenti alla popolazione detenuta, soprattutto se a spese dell’Ente stesso, per ragioni consimili a quelle indicate rispetto alle confezioni
natalizie gravemente sproporzionate nella spesa e controproducenti rispetto alle finalità della pena, nonché in ragione dei crescenti casi di dissenso e di abbandono da parte del Personale (e di perdita di proventi) manifestatisi negli istituti in cui i detenuti vengono impiegati nei bar.
Infine, si comunica che l’O.S.A.P.P. non intende partecipare agli incontri del Comitato di Indirizzo Generale dell’Ente di Assistenza fino a quando non si provvederà per il ripristino del Buono Befana per i figli dei dipendenti di età inferiore a 10 anni e fino a quando si mantengano segrete e non pubbliche nel dettaglio le retribuzioni/rimborsi o “gettoni di presenza”, che dir si voglia, dei Componenti del Consiglio di mministrazione e del Comitato di Indirizzo Generale dell’Ente stesso.