Comunicato Stampa: Cuneo, Aggrediti due Poliziotti Penitenziari

Difficilissima situazione presso la Casa Circondariale di Cuneo: stamane nell’aula didattica dell’istituto che ospita gli allievi del secondo anno corso Alberghiero, due detenuti di nazionalità marocchina sono venuti alle mani costringendo tutti i presenti detenuti compresi all’intervento per evitare il peggio.  

Durante gli adempimenti successivi uno dei due ristretti con fine pena 2023 per i reati di violazione della legge dei stupefacenti, lesioni, evasione e ricettazione, anziché rendere testimonianza dell’accaduto, dopo un primo cenno collaborativo si lasciava prendere dall’ira tentando di rovesciare il tavolo scrivania dell’ufficio, quindi  afferrava il computer cercando  di colpire i presenti che lo immobilizzavano a fatica. I due  agenti coinvolti hanno dovuto fare ricorso alle cure al pronto soccorso.  

Il secondo detenuto, con fine pena 2018 sempre per il reato di violazione della legge degli stupefacenti, lesioni e ricettazione, opponeva resistenza alla perquisizione che viene solitamente effettuata per motivi di sicurezza costringendo gli agenti a bloccare il ristretto che nel frattempo aveva aggredito altri tre poliziotti penitenziari, anch’essi finiti in ospedale. Ingenti i danni al patrimonio dell’Amministrazione  a causa del comportamento di quest’ultimo detenuto il quale ha reso  totalmente inagibile una camera detentiva  dell’isolamento appena ristrutturata.

 A dare notizia dell’accaduto è l’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci: “Sono circa 3mila le aggressioni e le lesioni subite da appartenenti alla Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno – dichiara – di cui circa mille risoltesi con prognosi superiore alla settimana e si tratta di una condizione di assoluta drammaticità tenuto conto che se l’amministrazione penitenziaria centrale (il D.A.P.) risulta ad oggi totalmente assente nei confronti dei 40mila donne e uomini in uniforme negli istituti di pena italiani”. “Quanto alla situazione di Cuneo – prosegue il sindacalista – la drammaticità della situazione che l’episodio odierno ha messo in evidenza, dimostra che nel penitenziario cuneese è necessaria una convocazione urgente delle parti (pubblica e sindacale) al fine di affrontare un contesto di disagio che si protrae da tempo”. “Risulta necessario- conclude Beneduci,  adottare strategie condivise che superino un immobilismo le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti”