Come ti “cedo” la Scuola di Polizia Penitenziaria di San Pietro Clarenza

A cosa servono oggi le Scuole di Polizia Penitenziaria? Probabilmente a niente, visto che di assumere agenti non se ne parla e di concorsi interni-esterni da Vice Sovrintendente, Vice Ispettore e Vice Commissario neanche, tranne il concorso interno per 643 posti di Vice Ispettore bandito nel 2008 e che forse l’anno prossimo si riuscirà a concludere (sic!).

Non parliamo, poi, della formazione e dell’aggiornamento professionale per il Personale già in servizio che, come sosteneva un “vecchio” Capo del Personale del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, sono solo tempo e soldi sprecati, visto che l’unica cosa che devono sapere fare bene i poliziotti penitenziari è aprire e chiudere le celle; anzi, aggiungiamo noi, oggi neanche quello visto che con la c.d. “sorveglianza dinamica” le celle neanche si chiudono più.

Sarà perché le Scuole di Polizia Penitenziaria non servono, che l’Amministrazione penitenziaria centrale le Scuole del Corpo è solita chiuderle o cederle ad altri più autorevoli interlocutori, come ad esempio è accaduto alla Scuola di Aversa, vero e proprio fiore all’occhiello dell’Amministrazione con tanto di 20 mln di euro spesi per ristrutturazioni e adeguamenti, repentinamente e senza colpo ferire ceduta al Tribunale di Napoli Nord.

La Scuola di San Pietro Clarenza (CT), invece,  è l’unica struttura di formazione specificamente dedicata alla Polizia Penitenziaria da Napoli a scendere, ed è stata a suo tempo acquisita per le esigenze del Corpo dal Ministero dell’Interno in quanto oggetto di un PON (Programma Operativo Nazionale) per la Sicurezza, come non altrimenti poteva essere per una struttura formativa di un Corpo di Polizia dello Stato all’interno di un territorio tutt’altro che immune da problemi legati alla criminalità organizzata.

Ebbene, quella che venne a suo tempo salutata nella provincia catanese come un sicuro presidio di legalità e come un “insediamento produttivo non inquinante” potrebbe essere presto ceduta al CONI.

Si proprio al Comitato Olimpico Nazionale Italiano presieduto da quel Giovanni Malagò delle Olimpiadi rifiutate dal Sindaco di Roma, Virginia Raggi, e che nella giornata di ieri 4 novembre, alla Scuola di San Pietro Clarenza, assieme al Presidente del CONI della Regione Sicilia Sergio d’Antoni (ex parlamentare e segretario generale della Cisl) ed altre autorità regionali e provinciali ha presenziato alla manifestazione degli “Stati Generali dello Sport in Sicilia”.

Sarà forse che a noi della Polizia Penitenziaria la parola “Stati Generali” non è granchè simpatica, ma apprendere che durante tale manifestazione, per progetti ampiamente finanziati da Comunità Europea, Regione Sicilia e quant’altro, previi accordi con il Demanio, si è parlato di acquisire alle esigenze del CONI regionale una parte, forse un intero piano oltre agli impianti sportivi,  della stessa Scuola, persino realizzando un ingresso separato da quello dei Poliziotti Penitenziari, ci ha messo più di una pulce nell’orecchio.

Prima un pezzo, poi un altro e un altro ancora acquisiranno tutta la struttura già della Polizia Penitenziaria? E il sicuro presidio di legalità, con tanto di PON Sicurezza, nonché l’insediamento produttivo senza inquinamento” nella provincia Catanese che fine farebbero?

Ma l’Amministrazione penitenziaria, rappresentata in prima persona dal Provveditore De Gesu, all’apparenza più che consapevole di quello che stava accadendo, che vuole fare, a parte l’ennesima figuraccia almeno con il proprio personale?

Prima  un pezzo, poi un altro e un altro ancora, è così che smantelleranno anche la Polizia Penitenziaria?