CARCERI/OSAPP: violenta aggressione nel Carcere di Rovigo la Polizia Penitenziaria evita il peggio

Questa mattina, nella sezione circondariale del reparto detentivo della Casa Circondariale Nuovo Complesso di Rovigo, mentre la popolazione detenuta girovagava liberamente nella sezione a regime aperto, un detenuto di nazionalità magrebina aggrediva violentemente e con immane ferocia un altro detenuto della stessa sezione, colpendolo ripetutamente a pugni e calci su tutto il corpo. L’Agente di servizio all’ottagono del piano, accortosi della gravità del fatto, interveniva all’interno del braccio detentivo per salvare il detenuto da conseguenze ben più gravi di qualche contusione, visto che una volta a terra, il detenuto aggredito, stava ricevendo calci sul viso dall’aggressore magrebino. Con forte spirito di coraggio e di dedizione, riusciva a salvare il povero malcapitato dalla violenta aggressione, ricevendo a sua volta aggressione da parte dello stesso detenuto violento, che gli ha determinato contusioni e lussazioni guaribili in venti giorni circa.

A denunciare l’episodio è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che dichiara:

Quanto avvenuto a Rovigo è la riprova del fallimento dell’attuale politica penitenziaria in cui a fronte dell’incapacità dei vertici nazionali dell’amministrazione penitenziaria nel rendere concreto un servizio legato al trattamento dei soggetti reclusi assolutamente non disgiunto dalla sicurezza delle infrastrutture penitenziarie a farne le spese restano quei poliziotti penitenziari che continuano indefessamente a sacrificare la propria vita al servizio della legalità e della collettività. Il gesto dell’agente dimostra ancora una volta quanto forte sia il senso del dovere e dell’onore del personale di Polizia Penitenziaria e quanto sbagliato sia continuare con questo regime detentivo aperto che altro non fa se non aumentare aggressioni su tutti i fronti. Rovigo in particolare è una delle frontiere penitenziarie assolutamente dimenticate dal Dipartimento, il quale nonostante le proteste del personale per l’apertura del nuovo complesso a costo zero, si ostina a non affrontare la questione degli organici.

Alla politica, quindi, deferiamo le decisioni rispetto ad una dirigenza penitenziaria che non appare da tempo in grado di assolvere ai propri obblighi istituzionali nonché la richiesta di riconoscimento della professionalità e dell’abnegazione espresse dai poliziotti penitenziari, pochi, mal retribuiti e da sempre senza equipaggiamento atto a fronteggiare tali episodi. L’adozione del Taser sarebbe utile ed efficace.>>