CARCERI/OSAPP: Verona, agente di polizia penitenziaria aggredito da detenuto

Aggressioni, escalation senza fine.

Nella mattinata odierna un detenuto nativo della Guinea del1986, ubicato in una sezione a custodia chiusa perché resosi già responsabile di aggressione verso altro ristretto, senza apparente motivo ha aggredito l’agente di servizio in sezione con pugni e spintoni il quale è caduto rovinosamente a terra. Solo con l’arrivo di altro personale, a fatica, si è riusciti a rinchiudere il detenuto in camera. Il collega è ricorso alle cure ospedaliere con prognosi di 6 giorni

A denunciare l’episodio è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che dichiara:

Ancora una volta ci troviamo a denunciare quella che è un’escalation senza fine, le aggressioni in danno del personale di polizia penitenziaria. Le cause sono da imputare, tra l’altro al “buonismo” della sorveglianza dinamica, che da modello universale profetizzato da Soloni, si è rivelato un sostanziale fallimento, quando in alcuni casi è necessario ripristinare la legalità nei penitenziari a seguito di gravi episodi quali quello denunciato.

Alla politica, quindi, chiediamo un intervento immediato, anche con l’istituzione di una commissione di inchiesta che miri ad accertare cause e casi in cui è necessario modificare il regime penitenziario, con l’adozione delle misure previste dallo stesso ordinamento penitenziario, nonché riconoscimento della professionalità e dell’abnegazione espresse dai poliziotti penitenziari, pochi, mal retribuiti e da sempre senza equipaggiamento atto a fronteggiare tali episodi. L’adozione del Taser sarebbe utile ed efficace.>>