CARCERI/OSAPP: rivolta nel carcere di Ariano Irpino (AV). La colpa è degli organi dell’Amministrazione Penitenziaria, il governo provveda a sostituirli

CARCERI/OSAPP: rivolta nel carcere di Ariano Irpino (AV). La colpa è degli organi dell’Amministrazione Penitenziaria, il governo provveda a sostituirli

A partire dalla mattinata odierna per motivi non meglio precisati che sarebbero legati ad una terapia medica oltre cento (100) detenuti del nuovo reparto realizzato di recente nel carcere di Ariano Irpino, hanno intrapreso una dura sommossa interna distruggendo numerose suppellettili delle celle detentive e sequestrando almeno tre appartenenti alla Polizia Penitenziaria e a quanto risulterebbe anche un infermiere presente in quel momento.
E’ quanto si legge in un documento a firma del Segretario Generale dellO.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che prosegue :

“la rivolta sarebbe in via di soluzione e il personale sequestrato sarebbe stato liberato e successivamente ricoverato in ospedale. Nel carcere di Ariano Irpino – indica ancora il sindacalista – le aggressioni nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria sarebbero all’ordine del giorno in quanto, a detta del personale in servizio nella struttura, l’istituto sarebbe letteralmente da mesi in mano ai reclusi come peraltro avviene, in questo momento, nella stragrande maggioranza degli Istituti penitenziari sul territorio nazionale grazie alla nefasta politica penitenziaria instaurata dal precedente governo e nonostante le decine di segnalazioni e inviti che proprio l’O.S.A.P.P. aveva inoltrato alle Autorità dell’Amministrazione Penitenziaria Regionale e Centrale, in particolar modo per il carcere di Ariano Irpino, e che sono restate lettera morta.

Peraltro – indica ancora il leader dell’O.S.A.P.P. – l’ultimo evento odierno e recenti ulteriori episodi che hanno investito l’Istituto dimostrano fuor di dubbio che il carcere di Ariano abbisogna di una diversa e maggiormente compatibile direzione come altrettanto può dirsi del vertice penitenziario della Regione Campania tenuto conto che l’evento nella prima mattinata sarebbe stato del tutto sottovalutato immaginando una soluzione interna e silenziosa e che solo nel primo pomeriggio si è ritenuto di far intervenire reparti di Polizia Penitenziaria provenienti da istituti della Regione mentre all’interno dell’Istituto già era stato chiamato ad operare personale dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza e fermo restando che per le ulteriori valutazioni la precedente rivolta interna alle carceri si era verificata in Toscana e sotto la medesima responsabilità del Provveditore Regionale che oggi opera in Campania.

E’ indubbio – conclude Beneduci – che occorra oggi considerare da parte del nuovo governo e del nuovo Ministro della Giustizia la necessità di una nuova e più efficiente amministrazione penitenziaria che oltre a dare certezza alla detenzione costruisca un carcere rivolto alle esigenze di sicurezza della collettività e non solo dei detenuti come oggi avviene e che tenga, finalmente in considerazione, le condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria anche ponendo fine ai gravi e impuniti errori della attuale e pluriennale gestione.”