CARCERI/OSAPP: l’immensa solitudine della Polizia Penitenziaria

Le estati della Polizia Penitenziaria sono tutte uguali, tra turni massacranti, straordinari imposti e non pagati tra la cronica carenza dell’equipaggiamento e delle divise nella perenne assenza di una linea gestionale. Non sono bastate le numerose denunce di aggressioni, risse, incendi nelle sezioni detentive, innumerevoli ritrovamenti di oggetti non consentiti, cellulari e sostanze stupefacenti a destare dal soporifero clima vacanziero i vertici del Dipartimento. Abbiamo assistito inermi anche purtroppo alla perdita di vite umane non ultimo quello del poliziotto penitenziario suicidatosi a San Gimignano.

A rappresentare il clima delle carceri in Italia, dal punto di vista della Polizia Penitenziaria è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che aggiunge :

“in realtà, non ci aspettavamo granché da un governo insediatosi da appena ottanta giorni e che da ultimo è stato investito dalle gravi incombenze legate al dolorosissimo evento di Genova, ma il nulla fino ad oggi constatato forse è un pò troppo.

Sopratutto – conclude Beneduci – è forse un pò troppo conoscere che mentre nonostante le continue aggressioni, i suicidi di agenti e tutto il resto, nessun segnale perviene e nel contempo vengono disposti accertamenti ispettivi, di concerto tra il Ministro Bonafede e il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Basentini, su segnalazione del garante dei detenuti, rispetto ai suicidi dei detenuti nelle carceri ed in particolare in quello di Poggioreale dove il personale, in relazione alla gravissima carenza di organico non può neanche smontare dal servizio per recarsi in mensa ed è costretto a consumare un pasto frugale contenuto in un apposito sacchetto; in quello stesso istituto penitenziario che come tante altre carceri sul territorio nazionale si regge e continua a svolgere la propria insostituibile funzione istituzionale solo grazie al sacrificio e alla professionalità di quegli esigui e misconosciuti tutori dell’ordine e della legalità dei poliziotti penitenziari.

Ci auguriamo quindi che, trascorsa la calura estiva, per la Polizia Penitenziaria si apra finalmente quella stagione di riforme e di miglioramenti che oramai manca da più di venti anni e che ad esempio non è certo costituiti dall’assunzione nel prossimo dicembre di quelle unità di personale che vanno ad reintegrare coloro che sono andati in pensione nell’anno 2016 come da ultimo provvedimento del Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno”.

Leo Beneduci – SGO