CARCERI/OSAPP: escalation di aggressioni impunite in danno di Poliziotti Penitenziari nel distretto Piemonte Liguria e Valle d’Aosta

CARCERI/OSAPP: escalation di aggressioni impunite in danno di Poliziotti Penitenziari nel distretto Piemonte Liguria e Valle d’Aosta.

“Mai come in questo periodo la convivenza e la funzionalità del sistema penitenziario, in particolare nel Distretto Piemonte Liguria e Valle d’Aosta risultano ‘sporcate’ dall’altissimo numero di aggressioni, e quindi, di ferimenti inferti da detenuti nei confronti di appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria. In misura pari ad almeno il 30% in più rispetto allo stesso periodo del decorso anno 2017 ed in base a dati che purtroppo non considerano gli episodi di minore entità e la cui conoscenza permane circoscritta nell’ambito della singola struttura penitenziaria”. Significativi in tal senso i recenti eventi negli Istituti di pena di Torino, Alessandria e Genova.

E’ quanto si legge in un documento a firma del Segretario Generale O.S.A.P.P (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci.

Due essenzialmente i fattori concomitanti e che concorrono all’attuale incremento della violenza in ambito penitenziario di episodi di violenza in danno dei Poliziotti Penitenziari – prosegue il leader dell’OSAPP – :

in primo luogo l’aumento nel numero di detenuti affetti da problemi di ordine psichico soprattutto dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e che non trovando posto nelle Rems continuano ad essere allocati all’Interno delle carceri di tipo ordinario;

ulteriormente e forse più grave negli effetti, il fatto che rispetto agli episodi di violenza, i relativi procedimenti disciplinari in oltre il 70% dei casi si concludono con un nulla di fatto, anche per decorrenza dei termini oltre che per eccessiva accondiscendenza, rendendo palese una condizione di sostanziale immunità che implicitamente legittima invece di reprimere tali eventi.

E’ ovvio – conclude Beneduci – con particolare riferimento ai partiti che andranno comunque a costituire la nuova coalizione di governo, che in entrambe le situazioni indicate si rendano necessari correttivi urgenti anche rispetto alla esigenza che i Poliziotti Penitenziari non siano più costretti a difendersi da tali condizioni senza alcuno strumento idoneo e praticamente a mani nude rispetto a chi invece agisce armato di oggetti contundenti e armi da taglio rudimentali e che malgrado ciò trova nella stessa amministrazione penitenziaria oltre che in enti e associazioni esterne al carcere innumerevoli soggetti pronti a giustificarne il comportamento. Chiediamo inoltre urgenti adempimenti ispettivi volti ad accertare il numero e l’entità dei procedimenti disciplinari non debitamente conclusi e perciò causa di ulteriori violenze.