CARCERI/OSAPP: escalation di aggressioni impunite in danno di Poliziotti Penitenziari. Intervenga il governo

Nella mattinata del 15 Giugno 2018, un detenuto di nazionalità Tunisina, definitivo per reati violazione legge stupefacenti, uscendo dalla sezione a regime aperto della Casa Circondariale di Verona, ove è ristretto per recarsi in locale adibito a moschea per celebrare il termine del ramadan, si sottraeva ai previsti controlli ed aggrediva senza apparente motivo l’Agente di Polizia Penitenziaria preposto alla vigilanza che a sua volta riportava numerose contusioni.
A dare la notizia è l’O.S.A.P.P (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci.
“Mai come in questo periodo la convivenza e la funzionalità del sistema penitenziario, risultano compromesse dall’altissimo numero di aggressioni subito dal personale di Polizia Penitenziaria in quanto
pressoché inerme all’interno di un sistema pervaso dal concessivismo e dal buonismo più eclatanti e che nulla hanno a che fare con la giusta certezza della pena. Purtroppo – indica ancora il leader dell’O.S.A.P.P. – il mancato rispetto delle regole di convivenza penitenziaria in cui, grazie a garanti, mediatori culturali e
associazioni di varia natura non solo sono gli Agenti ad avere sempre torto ma i Direttori penitenziari hanno smesso quasi completamente di agire disciplinarmente nei confronti dei detenuti nei casi previsti, ha reso il sistemo penitenziario italiano una vera e propria polveriera in cui vengono accesi quotidiani e diffusi focolai di
illegalità. In tali condizioni – conclude Beneduci – è quanto mai urgente che il nuovo Guardasigilli e i nuovi Sottosegretari si preoccupino di dotare la Polizia Penitenziaria di maggiori organici (atteso che gli attuali sono stati falcidiati da innumerevoli e ingiustificate riduzioni) e di concreti strumenti anti aggressione quali
spray al peperoncino teaser e cani antisommossa non solo nell’interesse interno agli istituti di pena ma anche per la sicurezza della intera collettività”.