CARCERI/OSAPP : detenuto del carcere di Torino in preda ai fumi dell’alcool

Nella tardissima serata dell’11 Maggio, nella Casa Circondariale di Torino Lorusso e Cutugno, un detenuto, di nazionalità italiana R. A., venticinquenne, fine pena giugno 2020, ammesso al lavoro esterno Art. 21 O.P. per essere impiegato in qualità di addetto Sala Convegno Bar della Cooperativa Ecosol che gestisce tra l’altro anche il Ristorante interno, a fine serata avrebbe data segno di ebbrezza alcoolica e come tale sarebbe stato segnalato alla Sorveglianza dell’Istituto penitenziario.

A segnalare l’episodio è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che dichiara.

“Pur facendo le dovute differenze per negatività, – dichiara il leader dell’OSAPP – tra ex terroristi che entrano in carcere in qualità di esperti o relatori ai convegni, personale di polizia penitenziaria privo di uniformi e detenuti che si ubriacano, il carcere di Torino non cessa mai di riservare le proprie sorprese.

Soprattutto – conclude Beneduci – la sorpresa riguarda la completa divergenza tra quello che l’opinione pubblica ritiene accadere in carcere in termini di espiazione della pena per i reati commessi e lavoro per il fattivo reinserimento nella società dei reclusi rispetto invece alle attuali assenza di sicurezza, alla assoluta liberalità per i comportamenti consentiti e nelle concessioni ai detenuti, unitamente alla concomitante e continua penalizzazione di quel personale di polizia penitenziaria che dovrebbe rappresentare le istituzioni e la legalità. Questo tipo di carcere quindi a Torino come altrove deve cessare in quanto privo di garanzie per la collettività oltre che per coloro che nel carcere operano a difesa delle istituzioni civili.”