BENEDUCI: IL DIRITTO DI CRONACA E LE “REGOLE PENITENZIARIE EUROPEE”

“Le autorità penitenziarie devono costantemente informare l’opinione pubblica circa lo scopo del sistema penitenziario e il lavoro svolto dal personale penitenziario al fine di incoraggiare una migliore comprensione del ruolo del carcere nella società.”.
Ciò posto, il lavoro svolto dal Personale di Polizia penitenziaria, come anche quello svolto dalle altre Forze di Polizia, non è esente da rischi connaturati al tipo di attività; quotidianamente, infatti, accade di “imbattersi” in comunicati stampa di Questure o Comandi dei Carabinieri, che denunciano all’opinione pubblica, attraverso i media, le aggressioni subite dal Personale. In questi casi, peraltro, i vertici locali di ogni Forza di Polizia si attivano per il risarcimento dei danni erariali derivanti dall’infortunio in servizio.
Tuttavia, la direttiva dipartimentale del 28 settembre u.s. risulterebbe essere di segno diametralmente opposto, laddove, il testo riguardante la diffusione di notizie da parte dei rappresentanti sindacali, e riporterebbe tra l’altro:

“Considerato che continuano a pervenire segnalazioni dalle Autorità Dirigenti periferiche circa la tendenza da parte di rappresentati di talune di codeste organizzazioni sindacali a diffondere notizie o dati riservati” L’incipit oltre a contemplare il termine “Autorità Dirigenti”, che sono Direttori/Datori di lavoro, destinatari di precisi obblighi in materia di tutela dei dipendenti, ivi compreso il Personale del Corpo di Polizia penitenziaria, segnala una “tendenza” a diffondere “notizie o dati riservati”.

Orbene, la riferita propensione a diffondere notizie o dati riservati, risulta essere una affermazione del tutto generica ed intimidatoria, considerata anche la discrezionalità nella scelta da parte delle “Autorità Dirigenti”, di conseguenze di ordine disciplinare e/o penale in cui incorrerebbero i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali.