Beneduci – a muso duro contro i vertici DAP

E una missiva dai toni forti quella che il segretario generale Leo Beneduci manda ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – considerato il disastro che hanno combinato anche attraverso le connivenze sindacali.

In esito alla convocazione di cui all’atto n.092825 del 15 marzo u.s. ed al successivo incontro con le OO.SS. del successivo 28 marzo questa O.S. deve preliminarmente ribadire:

che l’O.S.A.P.P. non partecipa né parteciperà in futuro ad incontri e/o trattative in ambito nazionale presso codesto Dipartimento fino a che lo stesso avrà al proprio vertice figure che mantengano posizioni così palesemente e del tutto immotivatamente contrarie all’immagine ed al ruolo interno ed esterno del Corpo di Polizia Penitenziaria e che altrettanto palesemente non adottano alcun tipo di provvedimento rivolto a promuoverne e(o ampliarne ruolo e professionalità anche rispetto alle altre Forze di Polizia; 2) che l’O.S.A.P.P. non partecipa né parteciperà in futuro ad incontri e/o trattative in ambito nazionale presso codesto Dipartimento fino a che lo stesso avrà al proprio vertice figure che assumono così palesemente posizione a favore della popolazione detenuta quale che ne siano le singole posizioni giuridiche, i comportamenti e gli atteggiamenti anche a discapito dell’ordine e della sicurezza interni agli istituti penitenziari nonché in danno del Personale di Polizia Penitenziaria, tanto da determinare nei fatti un concreto affievolimento dell’immagine e delle funzioni degli appartenenti al Corpo quali appartenenti ad una Forza di Polizia dello Stato ed in possesso di qualifiche di PG e di PS; 3) che l’O.S.A.P.P. non partecipa né parteciperà in futuro ad incontri e/o trattative in ambito nazionale presso codesto Dipartimento fino a che lo stesso avrà al proprio vertice figure che attraverso le proprie iniziative e le disposizioni emanate stanno determinato il concreto affievolimento dell’azione disciplinare nei confronti degli appartenenti alla popolazione detenuta persino nel caso in cui i medesimi si siano resi responsabili di atti gravi e violenti nelle esternazioni verbali e fisiche anche nei confronti di altri appartenenti alla popolazione detenuta o di appartenenti alla Polizia Penitenziaria; 4) che l’O.S.A.P.P. non partecipa né parteciperà in futuro ad incontri e/o trattative in ambito nazionale presso codesto Dipartimento fino a che lo stesso avrà al proprio vertice figure che attraverso le proprie iniziative e le disposizioni emanate stanno determinando un inasprimento dell’azione disciplinare nei confronti degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria anche in alcuni casi su “segnalazione” di detenuti; 5) che l’O.S.A.P.P. non partecipa né parteciperà in futuro ad incontri e/o trattative in ambito nazionale presso codesto Dipartimento fino a che lo stesso avrà al proprio vertice figure che dispongono per l’apertura ad ogni costo di nuove sezioni detentive negli istituti penitenziari in incremento di quelle già in funzione, indipendentemente dalla disponibilità di ulteriori unità di Polizia Penitenziaria da impiegarvi e con ciò determinando un inammissibile aggravio dei carichi di lavoro e dei rischi professionali del Personale del Corpo presente.

Peraltro e con riferimento all’iniziativa proposta di cui in premessa e riguardante la soppressione delle Centrali Operative Regionali ai fini dell’accorpamento delle relative incombenze operative a carico di un’unica Centrale Operativa Nazionale e con ciò determinando il recupero ad altre attività delle unità del Corpo attualmente impiegate nel predetto ambito regionale, si comunica che l’O.S.A.P.P. è assolutamente contrario alla stessa da ritenersi nei fatti assolutamente incompatibile con la migliore funzionalità delle predette articolazione che la S.V., Dott.Pietro BUFFA Direttore Generale del Personale e delle Risorse avrebbe ricercare immaginandone il potenziamento, se non altro in ragione della delicatezza e della rilevanza del servizio delle Traduzioni dei detenuti a cui le predette COR sono di supporto, in luogo della sterile ricerca di un rischioso risparmio di risorse umane quasi che quelle attualmente colà impiegate non avessero conseguito un bagaglio di competenze professionali utili alle finalità istituzionali del Corpo e dell’Amministrazione. 

Stante i contenuti della presente, la stessa è altresì trasmessa per la conoscenza e le iniziative del Ministro della Giustizia On.le Andrea Orlando pur nella consapevolezza che lo stesso sia il “fautore” ovvero il supporto politico su cui le anzidette disfunzioni e i precitati disagi del Personale del Corpo di Polizia Penitenziaria hanno potuto avere concreta realizzazione e successivo alimento.

MN