Assunzioni nella Polizia Penitenziaria tra inerzie e bugie

Assunzioni

Clamore e grossolane bugie “informatiche”, entrambi del tutto ingiustificati, hanno contraddistinto la diffusione del decreto a firma del Ministro Madia e che autorizza il turn-over per le Forze di Polizia per le assunzioni nel 2016 (validità 2017) in base alle cessazioni dal servizio nel 2015 e che per la Polizia Penitenziaria riguarderebbero 887 Agenti in via ordinaria + 18 delle “Fiamme Azzurre” nonché, per riammissione in servizio, 3 Agenti, 2 Agenti Scelti, 1 Vice Sovrintendente e 1 Ispettore Capo.
Quello che il decreto Madia del 19 ottobre 2016 non dice né potrebbe dire è, però, come vadano assunti gli 887 nuovi Agenti, il cui “arruolamento”, in condizioni normali e secondo le regole vigenti, sarebbe dovuto avvenire per concorso pubblico che, invece, non potrà essere bandito se prima non sbloccano o annullano i concorsi dei 100 + 300 dello scorso aprile.
Certo, permane la possibilità di assumere gli idonei non vincitori dei concorsi degli scorsi anni ma per ottenerlo occorre una specifica norma che, come avvenuto per Polizia, Carabinieri e Finanza in occasione del Giubileo Straordinario 2016, deroghi anche per la Polizia Penitenziaria all’obbligo del concorso.
Tale norma ancora non c’è, così come non c’era stata nel 2015 quando l’O.S.A.P.P. l’ha chiesta ufficialmente agli ancora attuali Capo del Dap Santi Consolo e Ministro della Giustizia Andrea Orlando e non se ne trova traccia all’articolo 13 del disegno di legge governativo su immigrazione e diritto d’asilo, come voci dal Dicastero di via Arenula avevano suggerito.
Per amore di verità e per rispetto degli aspiranti Colleghi/e, pur volendolo soprattutto nell’interesse della Polizia Penitenziaria, ci spiace di non poter affiancare le assicurazioni sul futuro che in tanti stanno fornendo agli Interessati anche senza che ve ne siano i presupposti e come sindacato faremo di tutto perché alle chiacchiere seguano i fatti.-