ASSENTE DAL LAVORO CON FALSI CERTIFICATI GESTIVA UNA PIZZERIA

Purtroppo ancora  un Poliziotto penitenziario nei guai per avere “truffato lo stato” fingendosi malato e invece si occupava di gestire la pizzeria  di famiglia. In pratica mentre i colleghi  rischiavano la vita dentro il carcere per garantire la sicurezza ai cittadini, questo signore si occupava della pizzeria di famiglia, approfittando di un medico “complice”. la notizia è stata pubblicata dal mattino di padova a firma della giornalista Elena Livieri. 
COMMENTO DI MIMMO NICOTRA -Segretario Generale aggiunto OSAPP
PADOVA. Grazie al medico compiacente che firmava senza battere ciglio un certificato dietro l’altro, marito e moglie si davano malati al lavoro – lei impiegata in un’azienda, lui agente della penitenziaria al Due Palazzi – e approfittavano del “tempo libero” per gestire una pizzeria. Nei guai Luigi Mollica, 48 anni, la moglie Teresa Scopece, 42, residenti a Cadoneghe, e il medico padovano Antonio Azzolin, 53. Marito e moglie, malati per i loro datori di lavoro, si davano da fare dietro il banco della pizzeria da asporto “Dall’imperatore” in via D’Alemagna all’Arcella.
Le accuse
I tre sono accusati di concorso in truffa e truffa aggravata e continuata: i certificati medici, infatti, attestavano una patologia in realtà insussistente – o comunque non inabilitante – inducendo in errore la ditta Zilmet di cui era dipendente Teresa Scopece, che continuava a ricevere la sua retribuzione (10.152 euro complessivi più 13.462 euro corrisposti dall’Inps come indennità di malattia). Allo stesso modo Mollica ha continuato a percepire lo stipendio, accumulando un totale di 300 giorni di finta malattia nel 2016, 112 nel 2017 e 6 giorni a inizio 2018. Il medico Azzalin deve rispondere di falsità ideologica per i numerosi certificati medici rilasciati a marito e moglie e attestanti patologie che in realtà non sussistevano.
Le indagini
Le indagini sono partite da un accertamento avviato dall’Amministrazione carceraria dove lavorava Mollica. Da tempo circolava la voce che le sue prolungate assenze per malattia, fossero in realtà una “copertura” per un secondo lavoro. Un anno fa il blitz che ha permesso di smascherare Mollica: mentre si professava a casa ammalato, è stato sorpreso a lavorare nella pizzeria dell’Arcella. Il pubblico ministero Sergio Dini aprì subito un’inchiesta e le indagini che ne sono seguite hanno permesso di completare il quadro, portando quindi a tre il numero degli indagati. —
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